Esce dalla classe con la borsa sotto il braccio e lo sguardo di chi ha perso una battaglia. È una collega supplente, brava, e mi dice sottovoce: «È impossibile fare lezione in questa classe». Ha ragione. Una ventina di ragazzi, ognuno per i fatti suoi. C’è chi esce senza chiedere, chi rientra senza bussare, chi si sdraia sul banco e chi si alza per girare senza sosta tra i banchi. Ragazzi di altre classi s’imbucano e all’appello svaniscono. Si parla sopra la voce di chi...
GIORNO 16
C’è un complimento che ogni insegnante di religione conosce bene. Arriva quando qualcuno si ferma accanto alla cattedra e dice che la nostra ora è stata più bella della settimana. Si sorride, si ringrazia, e ce lo portiamo a casa come una medaglia. Io per primo. Più bella perché? Perché non c’è il voto che spaventa, ci si può sfogare, ogni tanto si guarda un film, il prof è simpatico. Ragioni rispettabili, nessuna riguarda Cristo. Abbiamo trasformato la nostra materia in uno...
GIORNO 15
Entro in classe e conto i banchi vuoti. Il registro elettronico lo fa meglio di me, un’assenza è una casella da spuntare. Io noto anche il resto. La ragazza che da una settimana non alza gli occhi dal banco, il ragazzo che arriva con le stampelle e per giorni nessuno gli chiede niente, chi resta davanti al cancello con lo zaino in spalla e non entra. A quest’ultimo faccio un cenno, senza dire altro. Certe volte entra, altre no. Non è una virtù. Insegnando religione senza...