Faccio l’appello e le domande partono prima ancora che arrivi in fondo alla lista. Una addosso all’altra, da banchi diversi. Prof, perché devo essere costretta a fare religione? Perché i genitori scelgono al posto mio? Se Dio esiste, perché c’è il male? Perché lei è un prete? Perché io, che ho scelto di non fare religione, devo stare lo stesso in classe? Perché non sono libero di non credere? Perché Gesù è il figlio di Dio? Perché devo rispettare i comandamenti? Perché devo andare in chiesa per...
GIORNO 6
Secondo anno, primo giorno di scuola. Tra i banchi c’è un ragazzo ripetente. Alla prima ora chiedo a tutti perché abbiano scelto di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Quando arriva il suo turno, mi guarda e risponde dritto: perché amo Dio. Lì per lì non gli credo. Anzi, la prendo per una battuta da spavaldo e lo derido davanti a tutta la classe. Eppure quella frase mi resta dentro per giorni, lavora nell’ombra e mi pesa sul cuore come un macigno. Mi pento di aver riso, di...
GIORNO 5
Tre anni in un istituto tecnico, in classi quasi interamente maschili, insegnano un codice di sopravvivenza preciso. Il rapporto si gioca in modo diretto e rude. La confidenza passa per lo scontro di battute, il rispetto va guadagnato sul campo e il linguaggio è spigoloso, scurrile, a volte violento, da branco. Poi cambi scuola, entri in un liceo e il quadro si capovolge. La presenza femminile diventa maggioritaria e le dinamiche quotidiane cambiano registro. Sui banchi vedi borselli...