C’è un complimento che ogni insegnante di religione conosce bene. Arriva quando qualcuno si ferma accanto alla cattedra e dice che la nostra ora è stata più bella della settimana. Si sorride, si ringrazia, e ce lo portiamo a casa come una medaglia. Io per primo. Più bella perché? Perché non c’è il voto che spaventa, ci si può sfogare, ogni tanto si guarda un film, il prof è simpatico. Ragioni rispettabili, nessuna riguarda Cristo. Abbiamo trasformato la nostra materia in uno...
GIORNO 15
Entro in classe e conto i banchi vuoti. Il registro elettronico lo fa meglio di me, un’assenza è una casella da spuntare. Io noto anche il resto. La ragazza che da una settimana non alza gli occhi dal banco, il ragazzo che arriva con le stampelle e per giorni nessuno gli chiede niente, chi resta davanti al cancello con lo zaino in spalla e non entra. A quest’ultimo faccio un cenno, senza dire altro. Certe volte entra, altre no. Non è una virtù. Insegnando religione senza...
GIORNO 14
Nella mia scuola i ragazzi restano sempre nella stessa aula e a muoversi sono i professori. Quando suona la campanella il rito dovrebbe essere semplice. Chi ha finito esce, chi deve cominciare entra. Spesso non succede. Il collega dell’ora che si chiude resta in cattedra, completa il discorso, ripete il compito per casa, sistema il registro elettronico, scambia due battute con la classe. Intanto io aspetto fuori. Io, per carattere o per vizio contrario, preparo la lezione in modo da...